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LA STORIA DEI GIOIELLI
UN PO DI STORIA
remessaDelineare una sommaria storia del gioiello, visto la peculiarità del mezzo di diffusione, è impresa non facile. Questo perchè qualsiasi sintesi, necessaria per l'incredibile vastità dell'argomento, tradisce inevitabilmente le mille sfaccettature del mondo che ci accingiamo a raccontare.
Nell'arco dei secoli, infatti, il gioiello, nel suo valore, significato e forma si è intrecciato con la storia del costume e della società del proprio tempo subendo radicali e stravolgenti evoluzioni nelle tipologie, nelle simbologie e nel valore. Nel corso dei secoli ha ricoperto di volta in volta, e in alcuni casi anche contemporaneamente, ruoli differenti: simbolo di magia, esibizione di potere, appartenenza ad una determinata classe sociale, valore affettivo, legame con l'aldilà fino a divenire, ai giorni nostri, oggetto di sperimentazioni artistiche che lo collocano di diritto nell'ambito delle realizzazioni scultoree allontanandolo dalla categoria delle cosiddette "arti minori" a cui, di fatto, appartiene.
Ripercorrere la storia dei gioielli ci consente di individuare il ritorno di alcune mode che oggi possono apparire innovative ma che in realtà sono echi di usanze antiche. Mi riferisco all'utilizzo dei gioielli per abbellire l'abbigliamento tanto usato del seicento e settecento e oggi ritornato di moda o alla pratica di utilizzare pietre preziose per decorare le scarpe.
La stessa storia dei gioielli è stata tracciata prevalentemente attraverso documenti d'archivio e testimonianze visive di dipinti e, contrariamente a quanto accade per tutte le altre "arti minori", solo in parte grazie allo studio diretto dei manufatti. La carenza di gioielli antichi giunti fino a noi è dovuta al fatto che per soddisfare i gusti di un nuovo periodo storico si distruggeva o modificava la produzione del secolo precedente. I pochi gioielli pervenutoci devono la loro conservazione all'eccezionalità della lavorazione o dei materiali impiegati, al valore sentimentale attribuitogli o ad un particolare potere assegnatogli.
I pochi oggetti rimastici appartenevano ai ceti sociali più elevati preservati grazie alla loro preziosità perciò erano tramandati di generazione in generazione. Il "gioiello popolare" non c'è giunto in quantità considerevole e il suo valore prettamente affettivo ne ha reso più disinvolta la distruzione.
Gli oggetti sacri sono, invece, quelli meglio custoditi: la Chiesa ne ha impedito la trasformazione e, inoltre, essendo prevalentemente offerte votive dei fedeli, avevano un valore simbolico affrancato da mode e tendenze.
A questa oggettiva e notevole lacuna ha sopperito sia i documenti d'archivio - leggi suntuarie che consentivano l'uso dei gioielli solo ad alcune classi sociali, testamenti, ecc. - sia soprattutto i dipinti, numerosissimi, ritratti prevalentemente, che ritraevano la nobiltà dell'epoca con i loro gioielli simboli di potere e ricchezza. A queste due fonti bisogna riferirsi per delineare la storia del gioiello.
Per facilità di consultazione si è preferito dividere la storia in periodi nell'ambito dei quali vi è un'ulteriore ripartizione in argomenti: i gioielli prodotti, le tecniche e le materie adoperate, il ruolo dell'orafo nella società, e i motivi preferiti dalla società.
L'obiettivo è quello di fornire un'agevole e interessante escursione nel mondo affascinante del gioiello e non certo esaudire tale argomento la cui vastità è proporzionale agli oggetti prodotti.
Il Novecento: dall'Art Nouveau all'Art decò
La prima metà del XX secolo caratterizzata da diversi stili nella produzione dei gioielli: le corti europee e l'alta aristocrazia continua ad utilizzare gioielli preziosi composti da diamanti e perle, contemporaneamente si diffonde lo stile liberty che ha i suoi acquirenti presso la nuova classe borghese e, quindi, uno stile più libero e naturale; infine in Inghilterra il movimento dell'arts and crafts, in reazione all'industrializzazione, produce oggetti di fattura marcatamente artigianale.
Le linee delicate e sinuose dell'art nouveau conferirono ai gioielli classe, raffinatezza ed eleganza. La produzione trasse ispirazione dalla natura e dal simbolismo.
L'Esposizione Universale del 1900 fu il momento culminante di tali fermenti innovativi.
Il gran prix dell'Esposizione Universale del 1900 fu dato a Renè Lalique il miglior esponente della capacità di ritrarre il mondo naturale, straordinario gioielliere la cui produzione di gioielli s'interruppe in modo definitivo nel 1910, quando si dedicò completamente alla lavorazione del vetro.
In Inghilterra la rivalutazione del lavoro artigiano fu portata avanti dall'Arts and Crafts Exibition Society che vendevano le opere realizzate sia da dilettanti che da orafi esperti.
Altro centro di interessante produzione si trovava a Vienna nei laboratori della Wiener Werkstàtte dai laboratori fondati da Josef Hoffmann e Koloman Moser con il desiderio di migliorare la produzione industriale. Lo stile liberty era coniugato e modificato dall'influsso della Secessione austriaca realizzando gioielli dalle linee stilizzate e geometriche d'indirizzo quasi minimalista.
Tra la prima e la seconda guerra mondiale emerse lo stile art decò - nome coniato dopo l'esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne tenuta a Parigi nel 1925 -definito da motivi stilizzati e geometriche sintesi di varie influenze stilistiche tra cui lo stile cubista, la Secessione Viennese, i "ballets russes" di S. Djaghilev, l'influsso della tecnologia ecc.
In Germania la scuola del Bauhaus, fondata da Walter Gropius a Weimar nel 1919 ebbe come orafa Naum Slutzky che lavorò principalmente con ottone cromato e argento per realizzare gioielli dalle forme geometriche.
Durante la seconda guerra mondiale l'arte orafa ebbe ovviamente un arresto nella produzione e nella creatività.
L'orafo gioielliere e artista
Il novecento è il secolo in cui si affermano i grandi gioielli i cui nomi ancora oggi sono garanzia di qualità e originalità di produzione. Accanto a loro s'inizia ad avvertire l'esigenza di una produzione di gioielli in linea con i gusti del nuovo pubblico borghese e finalizzato a diffondere il bello in ogni classe sociale.
Questo obiettivo era portato avanti dai vari artisti dell'Arts and Crafts in Inghilterra, e della Wiener Werkstatte in Austria.
Gioielli, prodotti
Le tiare venivano realizzate in modo da poter essere indossate sia come spille che come collane. In Inghilterra la regina Alessandra, per nascondere una piccola cicatrice sul collo, utilizzava i girocolli che, per questo motivo, diventano tra i gioielli più diffusi nel paese.
Verso gli anni venti la moda dei capelli corti decretò il successo dell'uso degli orecchini lunghi e, nell'abbigliamento, la moda degli abiti senza maniche e l'eliminazione dei guanti da sera permise di indossare con maggiore frequenza i bracciali. Le spille era piccole e indossate sulla spalla, sulla cinta o sul cappello. Per le fedi nuziali si afferma il platino e nel 1925 Cartier crea Trinity: tre anelli intrecciati in oro bianco, giallo e rosso.
Lalique produsse splendidi gioielli in vetro. La novità più grande nella produzione dei gioielli riguardò però gli accessori. Essi, infatti, divennero elemento essenziale per le donne dell'epoca che desideravano borsette, portacipria e portasigarette eleganti e originali. Lo stile geometrico dell'art decò si adattò bene alla loro funzionalità e vennero realizzati veri gioielli. Le versioni più economiche utilizzavano materiali meno costosi come la pelle zigrinata (pelle di razza o squalo lucidata e colorata) e coquille d'oeuf ( mosaico di gusci d'uovo schiacciati).
A volte i gioielli trasmettevano linguaggi in modo più esplicito rispetto al passato: Cartier durante la guerra realizzò spille raffiguranti un uccellino in gabbia a simboleggiare l'oppressione nazista; a fine conflitto, nel 1944, l'uccellino delle spille era rappresentato mentre cantava e con la gabbia aperta.
Un'originale innovazione in campo orafo fu portata da Fulco di Verdura, palermitano, eccentrico disegnatore che, dopo aver collaborato con Coco Chanel e Flato, aprì a New York un proprio atelier nel 1939. Egli utilizzava vere conchiglie di mare che impreziosiva con oro e gemme.
Le tecniche e i materiali
Lo stile liberty creò una serie di gioielli dalle linee morbide e i toni delicati, per la realizzazione dei quali oltre, all'uso di materiali pregiati, era indispensabile l'abilità orafa del gioielliere.
La decorazione a smalto era tra le più utilizzate e, in particolare, una delle tecniche adoperate, era quella del plique-à-jour ossia un sistema di applicazione di smalti in cui gli alveoli ( i cloisons), in cui le paste vitree sono colate, sono privi di fondo, senza supporto in metallo, in modo da consentire alla luce di trapassarli creando l'effetto di vetrat tipico delle realizzazioni liberty.
Monili in vetro furono realizzati da R. Lalique. Un altro materiale simile al vetro era la pàte de verre ( pasta di vetro) che permetteva una varietà di lavorazione maggiore.
Un altro materiale adoperato era il corno che era sbiancato e con il quale si producevano pettini per capelli.
Verso la metà degli anni venti emerse la moda del bianco e nero e, quindi, all'uso frequente dell'onice nero e, nel metallo, del platino.
Un materiale inusuale è adoperato dall'orafa del Bauhaus Naum Slutzky la quale lavorò oltre all'argento anche l'ottone cromato. Nel settore delle incastonature nel 1935 fu introdotta una novità da Van Cleef & Arples che realizzarono incastonature invisibili per creare con le pietre un effetto mosaico. Le pietre dovevano essere tagliate a calibrè, cioè in base all'esatta posizione nel disegno, ed erano tenute insieme da sottili aste metalliche invisibili poste sotto la superficie.
Bigiotteria
Negli anni quaranta negli Stati Uniti erano prodotti splendidi falsi gioielli per il cinema.
LE PIETRE PREZIOSE
ALCUNE DELLE PIETRE PIU' FAMOSE E IL GLOSSARIO
IGRETTEGioiello disegnato per essere indossato tra i capelli. Spesso a forma di piume o di ciuffo.
AMBRA
Resina fossile proveniente da una pianta la conifera Pinus succinifera, attualmente estinta, che ne produceva in grandi quantità. I giacimenti più noti sono quelli della penisola di Samland, sul Baltico, dove, sotto circa trenta metri di sabbia ci sono banchi di argilla che contengono l'ambra. Il suo colore spazia dal giallo chiaro e giallo oro al rosso, azzurro, bianco, nero e verde. Si presenta a gocce o anche a blocchi. Galleggia nell'acqua salata perchè è molto leggera ed è facile trovare al suo interno insetti o frammenti di piante, bolle d'aria fossile. E' molto infiammabile e, se strofinata, attira piccoli pezzi di carta. I romani la chiamavano succinum, succo. L'ambra è delicata e si rompe facilmente.
Oroscopo: l'ambra gialla è la pietra portafortuna delle donne Leone, mentre nella variante quasi bianca è amuleto di coloro nate sotto il segno del Cancro.
Cristalloterapia: l'ambra è considerata un valido aiuto per combattere l'asma, aiutare la digestione e attivare le ghiandole endocrine. Inoltre è di sostegno per chi soffre di depressione poichè ispira forza, serenità, tranquillità.
Leggende: In Russia si porta al collo fin dalla nascita per proteggere la gola. Orazio dedicò una poesia ad un frammento d'ambra contenente un'ape in cui sottolineava la preziosita della "tomba" ; infatti secondo Plinio una statuetta d'ambra costava più di uno schiavo.
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AMETISTA
Appartiene al gruppo dei quarzi ed ha un caratteristico colore viola che spazia dal glicine pallido al rosa per arrivare al viola più intenso. Il nome ha origine greca e vuol dire "pietra contro l'ubriachezza". Pietra abbastanza dura (7 scala Mohs) tende a schiarirsi al sole. Proviene soparattutto da giacimenti brasiliani e uruguayani.
Oroscopo: pietra-simbolo del pianeta Saturno protegge il Sagittario. Per la sua limpidezza è portafortuna anche dei Pesci.
Cristalloterapia: rigenera i tessuti, favorisce la produzione di globuli rossi, migliora il metabolismo e protegge la tiroide. Dona concentrazione e razionalità.
Leggende: Plinio afferma che allontana i veleni, le tempeste e le invesioni di cavallette. In mitologia Ametista era una ninfa amata da bacco che per sfuggirgli fu trasformata in una pietra color del vino. Portata al dito medio destro faccia dimenticare passioni ed ira. Altre leggende sostengono che rende la pelle luminosa, dona allegria e allontana i pensieri tristi.
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AMMONITE
Le Ammoniti sono molluschi cefalopodi estintisi alla fine del mesozoico. Dominatrici dei mari per più di duecento milioni di anni, si estimsero su tutta la terra contemporaneamente ai Dinosauri. La conchiglia, unica parte che conosciamo, è formata da un tubo conico, generalmente avvolto a spirale e suddiviso in camere per mezzo di setti. La linea di contatto tra il setto e la parete del guscio è chiamata sutura. Le suture sono evidenti sul modello interno e costituiscono una delle caratteristiche principali per la determinazione delle Ammoniti. L'Ornamentazione data da costa radianti a volte flessuose, da nodi, tubercoli, solchi e carene. Le ammoniti venivano chiamate Pietre di Ammone per la rassomiglianza con le corna di Ammone, dio egizio della vita e della fertilità, ed erano apprezzate dagli antichi per la loro bellezza geometrica. Solo nel XVIII secolo furono riconosciute come resti di antichi organismi.
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AVORIO
Gemma organogena, l'avorio è materiale organico derivato dalle zanne di elefante. Per combattere lo sterminio degli elefanti, attualmente, è vietat l'esportazione di avorio dall'Africa e l'importazione in Italia. Il materiale oggi in commercio proviene da zanne di mammouth. Il colore è il bianco crema e la sua tenerezza (3/4 scala Mohs) ne consente qualsiasi utilizzo. In passato è stato impiegato per le stecche dei ventagli, i tasti dei pianoforti e le palle da biliardo.
Oroscopo: portafortuna per tutti i segni ma in particolare per le donne Vergine.
Leggende: l'avorio è l'unico materiale che non consente, in sua presenza, nessuna operazione di magia nera.
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AVVENTURINA
L'avventurina è un quarzo ricco di inclusioni cristalline, che conferiscono alla pietra uno scintillio diffuso. Il colore varia da verde chiaro a scuro, rosso e blu. Le avventurine blu devono il colore allla presenza di dumoriertite, quelle rosse a inclusioni di ematite. Le inclusioni determinano una certa porosità. Durezza 7 scala Mohs.
Oroscopo: l'avventurina verde portafortuna ai Gemelli con ascendente Leone, quella blu all'Acquario ascendente Leone e quella rossa agli Arieti sempre con ascendenza Leone.
Cristalloterapia: cura la miopia e le malattie psicosomatiche. Infonde gioia , ottimismo ed è considerata un ottimo supporto per la psicoterapia
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- B -
BRUNITURA
Metodo di pulitura dei metalli che consiste nel raschiare la superficie con un materiale oiù duro, come l'acciaio ad alto contenuto di carbonio.
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- C -
CABOCHON
Termine che indica una gemma tagliata con una curvatura convessa ma senza faccette.
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CHAMPLEVE'
Metodo di applicazione degli smalti che prevede di scavare il disegno nella superficie dell'oggetto in metallo e versare lo smalto negli alveoli così creati.
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CLOISONNE'
Metodo di applicazione dello smalto che consiste nel fissare sulla superficie dell'oggetto da decorare degli alveoli (cloisons) fatti di sottili strisce metalliche. Gli alveoli veengono, quindi, riempiti di smalto creando un effetto finale di mosaico o vetrata policroma.
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CORALLO
Il corallo è di natura organogena poichè un materiale d'origine marina, che cresce in acque non inquinate e calde. Il corallo è lo scheletro di alcuni organismi della famiglia dei polipi specie Cnidaria Gorgonacea Corallium. Sensibile agli acidi, tende a sbiadire con il tempo, teme il calore.
Diversi sono i nomi con cui vengono definite le variazioni di colore: Momo è il rosso mattone, l'aka è il rosso sangue quasi bordeaux, il bokè o pelle d'angelo il rosa chiaro, il Sardegna è il rosso vivo, lo Sciacca è quello rosso-arancio. Ognuno di loro ha una diversa provenienza: rosso, ha origine soprattutto dal Mar Mediterraneo, rosa, il rarissimo "pelle d'angelo" del mar Mediterraneo attualmente estinto, si importa dall'oriente ma è qualitativamente inferiore, rosso-arancio, è la tonalità del corallo di Sciacca, anche questa variante oggi viene importata dall'oriente, nero, corallo corneo proviene dall'Australia, Hawaii, può essere piegato riscaldandolo, blu, proviene dall'arcipelago della Malesia, bianco-latte, utilizzato soprattutto per le decorazioni nelle chiese.
Oroscopo: il corallo rosso è protettore dell'Ariete, rosa della Bilancia, bianco del Cancro, azzurro dei Pesci.
Cristalloterapia: aiuta la circolazione del sangue, rinforza i globuli rossi combattendo così l'anemia e le emorragie, rafforza la spina dorsale. E' considerato fonte di energia creativa e produttività. Il medico arabo Avicenna - X secolo - prescriveva il corallo contro l'abbassamento della vista. Triturato si credeva avesse proprietà depurative utili contro la gotta e l'acne.
Leggende: Per gli Egiziani era la pietra sacra alla dea Iside e veniva regalato alle spose perchè portava fecondità. Ovidio, nelle Metamorfosi, narra come il corallo possedeva virtù magiche perchè nato dalle gocce di sangue della Gorgone. Lavorato in forma di cornetto è considerato antidoto al malocchio. Arte: per la rappresentazione del corallo nell'arte si segnala il dipinto La Pala di Brera di Piero della Francesca, conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano, in cui il Gesù bambino sul grembo della Vergine porta al collo una collana con un pendente di rametto di corallo.
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CRISTALLO DI ROCCA O QUARZO IALINO
Il cristallo di rocca è la varietà di quarzo più diffusa.. Il nome deriva dal greco kristallos, cioè ghiaccio, perchè anticamente si cerdeva che fosse ghiaccio diventato pietra col tempo. La sua caratteristica di essere incolore ma può essere sia lucente che avere riflessi lunari. Quando presenta inclusioni di goethite si chiama quarzo stellato, altrimenti si possono notare inclusioni di rutilo disposte in sottili aghi. Durezza 7 scala Mohs, può essere inciso, scolpito e satinato. Un'eccezione è il quarzo iris nel quale per delle fratture interne le luce viene scomposta come un prisma.
Oroscopo: pietra talismano per gli Arieti e l'Acquario.
Cristalloterapia: preserva dall'obesità e conferisce occhi luminosi e ottima vista.
Leggende: il cristallo di ricca con intrusioni di rutilo viene chiamato "freccia d'amore" e regalato alla persona desiderata per farla innamorare. In Russia veniva regalato alle bambine affinchè avessero buona vista.
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- D -
DIAMANTE
Il diamante è carbonio puro cristallizzato a grande profondità con l'azione di alte temperature e pressione di fenomeni vulcanici.. Due sono le caratteristicche principale di questa pietra: l'incredibile durezza e la straordinaria lucentezza. Nella tabella delle durezze secondo Mohs occupa il decimo posto, e, infatti il suo stesso nome deriva dal greco "adamas" che vuol dire, appunto, indomabile. Plinio il Vecchio nella sua "Storia Naturale" dedica un intero capitolo al diamante e scrive che per riconoscerlo si faceva una prova colpendolo con il martello su un'incudine: il diamante respingeva il martello facendolo vibrare. Il metodo per tagliarlo, mediante l'utilizzo della sua stessa polvere, fu scoperto nel XV secoloe, fino a quel momento la lavorazione prevedeva esclusivamente la politura. Inattaccabile agli agenti chimici, il suo colore può variare da "incolore" a giallo paglierino, cognac, rosa, azzurro, verde, rosso e nero.
ANCORA SUI GIOIELLI SUL LORO VALORE
I gioielli risultano più leggeri e delicati nell´aspetto grazie soprattutto all´introduzione del platino nella lavorazione. Questo nobile metallo era stato impiegato occasionalmente nel corso del XIX secolo, ma solo a partire dall´inizio del novecento viene utilizzato regolarmente per eseguire i gioielli più belli e costosi con risultati sorprendenti. Il segreto del platino, è la sua elevata durezza e resistenza e nello stesso tempo la facilità nell´essere lavorato, per cui ne consegue che anche piccole esecuzioni a traforo o a pizzo raggiungevano aggiungono tutt´oggi una grande perfezione.Bene, ora dopo qualche doveroso cenno storico, spendiamo volentieri le righe che seguono per un accenno ai protagonisti principali della gioielleria.
Ecco dunque i diamanti, i rubini gli zaffiri e gli smeraldi preziosissime gemme che unite a una sapiente mano umana formano realmente un´opera d´arte.
Il diamante è considerato una pietra "PAR EXCELLENCE". A dire il vero fino alla metà del 19nnovesimo secolo i diamanti/brillanti erano inseriti con estrema parsimonia nei gioielli. Poi la scoperta di diverse miniere diamantifere in Sud Africa nel 1870 li resero decisamente più abbondanti sul mercato e ne ridussero i costi.
Cosicchè il diamante s´impose come gemma dominante creando un mercato vero e proprio che a tutt´oggi non ha uguali. Di questa pietra si è scritto tanto e di tutto. Quello che mi preme sottolineare è il modo mediante il quale si valuta un diamante.
Tre sono i parametri basilari: colore, inclusione, taglio.
A contrario di altre gemme i diamanti sono valutati in base all´assenza di colore.
Sono quindi definiti "bianchi" ma anche questo termine è soggetto a gradazioni.
Il colore dei diamanti è classificato attraverso il confronto con pietre campione. Il sistema mondiale più accreditato è basato semplicemente sulle lettere dell´alfabeto.Inizia con la "D" per le pietre più bianche e via via scende fino alla "Z". Pietre classificate con le lettere D,E,F, sono considerate bianche ed è interessante vedere che la differenza tra di loro è talmente sottile da risultare quasi impercettibile ad un occhio non allenato. Per quanto riguarda le inclusioni, una gemma ne è considerata senza quando esaminata con una lente a dieci ingrandimenti risulta pulita. Esse viene classificata IF, vale a dire interamente priva di inclusioni.
La presenza di minuscole particelle abbassa invece la pietra al grado di VVS1 o 2. Se le stesse sono un poco più grandi viene classificata al grado VS1 o2. Con la sigla S1 si intende la presenza di inclusioni visibili ad occhio nudo.
Il taglio è l´altro fattore importante da tenere in considerazione al momento della valutazione di un diamante. Pietre di taglio "vecchio" abbassano di almeno il 30 - 35& il valore rispetto al taglio attuale.
La brillantezza di un diamante chiamata "FUOCO", dà il meglio di se quando la gemma tagliata a brillante raggiunge una grande "riflessione" interna.
Con parole che forse aiutano meglio a capire, tutta la luce che penetra attraverso la parte superiore, va a rimbalzare sulle faccette tagliate e ne viene respinta indietro, o appunto "riflessa". Ecco che ricrea così una magica scomposizione di colori e luci.
Tra le gemme preziose colorate i rubini sono senza dubbio i più quotati, la qualità migliore è quella del rubino birmano che si estrae tuttora in una porzione limitata di quel paese.
Come per i rubini, anche per gli zaffiri la località di provenienza è di grande importanza ai fini della valutazione. Come la Birmania sta ai rubini così la regione del "kashmir" sta agli zaffiri. Ma è innegabile che ormai poche pietre di colore blu medio vellutato e trasparente si estraggono da quei giacimenti.
In fine gli smeraldi la cui qualità migliore è quella colombiana.È li che vengono alla luce gli esemplari più pregiati che sono caratterizzati da uno splendido e ricco colore erba chiamato anche "prato inglese". Gli smeraldi sono spesso composti da inclusioni interne chiamate familiarmente giardino.
Ecco cercando di trarre una conclusione, magari ripetendomi, confermo che alla base di un vero gioiello è obbligatoria la qualità dei materiali. Oro, platino e soprattutto le pietre preziose devono essere di grande qualità. Eppure senza la creatività, l´estro e la cultura del maestro orafo, il gioiello non avrà mai un valore aggiunto che lo rende unico e lo tramanda nel tempo a testimonianza di una storia che non potrà mai essere dimenticata.
QUOTAZIONI GIOIELLI
I GIOIELLI vengono classificati in tre grosse categorie:
Gioielli di produzione recente;
Gioielli d'epoca;
Gioielli prodotti dai primi del '900 agli anni '50;
Gioielli antichi.
I fattori più importanti che stabiliscono il valore del GIOIELLO sono dati dal PERIODO DI PRODUZIONE-MANIFATTURA-VALORE AGGIUNTO DATO DALLE GEMME.
Vengono valutati differentemente tutti i GIOIELLI prodotti da grandi gioiellieri, come: Cartier, Tiffany, Van Cliff, Bulgari ed altre firme internazionali
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