vendita vino da collezione

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Le bottiglie di vino non sono tutte uguali, scegli il tuo vino da collezione e fallo diventare un regalo unico e memorabile!

I grandi vini da collezione italiani 

I grandi vini italiani sono fra i più importanti e ricercati vini da collezione del mondo:

Il Brunello di Montalcino immancabile nelle grandi collezioni èrappresentante eletto per qualità e gusto fra i grandi vini italiani.

Il Sassicaia è un prodotto relativamente nuovo ma di elevata qualità organolettica. Viene, ormai, a buon titolo ritenuto uno dei vini da collezione oggi più pregiati.

Il Sagrantino di Montefalco è un prodotto di fama recente, ma viene considerato giustamente uno dei grandi vini italiani rossi.

L'Orvieto Classico è un nobile vino umbro dalle origini antiche e dal grande gusto.

La storia del sassicaia 

Nato negli anni '60 a Bolgheri, in Toscana, nella Tenuta di San Guido, il Sassicaia è stato precursore di tanti nobili nettari affermatisi in seguito.
Dicono che una piccolissima parte del suo successo sia dovuta anche al nome, esoterico, che contribuisce a renderlo così speciale e diverso dagli altri. L'alto contenuto sassoso del terreno del podere porta ogni anno alla superficie nuove pietre, frammenti di montagne che cullano il prezioso nettare.
Forse dall'origine del terreno deriva il topònimo Sassicaja, o Sassicaia, in voga da oltre 150 anni. Piantato nel 1965, questo incredibile vino raggiunse il mercato solo nel 1968. E fu rivoluzione.
Sassicaia: Grande Vino. Civiltà del Bere, all'alba del terzo millennio, lo definiva "vino del futuro". Sassicaia: Grande Storia, fu proprio questo vino che fece conoscere il vigneto Italia nel mondo.
Al marchese Mario Incisa della Rocchetta, padre di Nicolò, va il merito di aver compreso con molto anticipo il territorio adatto al vigneto. Il nome stesso, sin dall'epoca romana, aveva sempre indicato un territorio adatto al vigneto, ma questa fantastica storia inizia soltanto quando, nella poderosa genealogia Incisa della Rocchetta, emerge la figura di Leopoldo Incisa, nato nel 1792 e dal 1812 già alle prese con la carriera amministrativa. Solo nel 1845 esce uno studio sulla stagione più adatta allo svinare, ma più interessante é la memoria senza data intitolata "Nozioni generali", nella quale viene minuziosamente raccontata la situazione dei vigneti di Rocchetta Tanaro. La sperimentazione e gli studi di Lepoldo culminano nel famoso catalogo del 1862, che attrae l´attenzione di ampelografi e vitivinicoltori, che accorrono in gran numero ad ammirare, nelle sale inferiori del castello della Rocchetta, ben 175 varietà di viti in vaso.
Nel 1869, a 77 anni, Leopoldo pubblica il secondo catalogo "Descrittivo e ragionato" della propria collezione di vitigni italiani e stranieri: sono 175 vasi e al numero 92 troviamo il Cabernet Sauvignon, al 145 il Cabernet Gris (o Cabernet Franc), che, come sottolinea il marchese Incisa della Rocchetta "sono entrambe usati nei vini di Bordò e sono fra i più preziosi ch´io abbia introdotti nelle mie colture". Durante gli ultimi anni di vita, Leopoldo si fa portare in casa i vasi delle viti per continuare i propri studi prediletti e quando muore, nel 1871, nonostante il vivaio gli sopravvive per un breve periodo, il catalogo resta, per diventare fonte preziosa di consultazione per il pronipote, l´inventore del Sassicaia.

Diventeranno vino da collezione...

Il sagrantino di Montefalco 

Il primo documento che cita ufficialmente il vitigno risale al sedicesimo secolo, ed è conservato nell'archivio notarile di Assisi. Esistono comunque numerose testimonianze storiche antecedenti. Plinio il Vecchio, nella sua "Storia Naturale", descrive l'Itriola, tipica uva del territorio, che alcuni studiosi ritengono assimilabile al Sagrantino. Altre fonti ipotizzano che il vitigno sia stato importato dall'Asia Minore dai seguaci di San Francesco: il nome sarebbe riconducibile ai Sacramenti in quanto l'uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi. Non mancano i sostenitori dell'ipotesi autoctona, che lo vorrebbe ottenuto per selezione da cloni locali.
Se già nel 1088 si scriveva di terre piantate a vigna in Montefalco, risalgono al Duecento numerosi documenti che testimoniavano la cura costante che "i vignaioli riservano al campo piantato a vigna". Dalla prima metà del Trecento le leggi comunali iniziavano a tutelare vite e vino, dedicandogli interi capitoli e rubriche di statuti comunali. Nel 1451 il noto pittore fiorentino Benozzo Gozzoli, chiamato dai francescani ad affrescare l'abside della loro chiesa, oggi museo civico fra i più importanti del Centro Italia, alludeva forse al Sagrantino dipingendo la bottiglia di vino rosso sulla mensa del cavaliere da Celano negli affreschi dedicati alla vita di San Francesco.
A partire dal 1540 un'ordinanza comunale stabilisce ufficialmente la data d'inizio della vendemmia a Montefalco; questa tradizione continua ai nostri giorni grazie alla Confraternita del Sagrantino, che a settembre raduna cittadini e curiosi in piazza per la lettura dell'antico scritto. La gelata dell'inverno 1586 fu un flagello per le piantagioni viticole di Montefalco, che tornarono a produrre soltanto dopo alcuni decenni. Nel 1622 il cardinale Boncompagni, legato di Perugia, inasprì severamente le sanzioni stabilite dallo statuto comunale, prevedendo persino "la pena della forca se alcuna persona tagliasse la vite d'uva". Nell'Ottocento il Calindri, nel suo "Saggio geografico, storico, statistico del territorio Pontificio", cita Montefalco "al vertice dello Stato per i suoi vini". In quel periodo iniziano ad arrivare importanti riconoscimenti al Sagrantino, vitigno vocato alla scarsa produttività. Nel 1925 alla Mostra enologica dell'Umbria, la cittadina è definita centro vinicolo più importante della regione: "Montefalco occupa il primo posto nella cultura del vigneto specializzato con un prodotto medio annuo di 65 quintali d'uva per ettaro". Quasi scomparso dai vigneti umbri negli anni '60, è stato recuperato grazie all'impegno di alcuni coraggiosi vignaioli, ottenendo nel 1979 il riconoscimento della Doc, seguita nel 1992 dalla Docg, suggello della lunga e importante tradizione.

E voi, che vino preferite ?  

Philoscribe wrote...

Bardolino is my favourite...something to get your teeth into....with lunch, with pasta and torte dolcelatta.......Bliss

ReplyPosted July 22, 2008

flaminglacer wrote...

My favourite Italian wines - a good Chianti Classico in the reds, and a good crisp Pinot Grigio, lightly chilled in the whites. For an aperitif - a nice Prosecco

ReplyPosted July 16, 2008

by garethjax

Gareth Jax was born in italy during 1971. Somebody says that he was already connect and it was disconnected for the first time when they cut his umbil...

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